Siamo entrati nel progetto Chiesi Gardens a giugno 2025, accolti da una tre giorni di presentazione di un progetto che ci è apparso complesso e stratificato, definito da un programma di vita futura del sito Chiesi di Via Palermo ambizioso e non convenzionale e da un progetto architettonico vibrante e articolato.
Abbiamo intuito da subito la peculiarità del contesto e degli obiettivi e abbiamo cercato di definire il nostro approccio che nel caso di Chiesi Gardens è stato quello prediletto da ESA, ovvero la valutazione preliminare dei possibili scenari applicabili ai diversi ambiti del progetto. La nostra parola d’ordine iniziale cerca di non essere mai “semplificare”, perché spesso “le soluzioni facili e scarne nascondono la complessità” come sostiene Richard Sennet nell’uomo artigiano. Procediamo dunque con esplorazioni in profondità e in ampiezza che ci portano a estendere il ventaglio delle scelte possibili per permettere al committente di prendere in considerazione le diverse opzioni e giungere a scelte consapevoli e autonome.
Un approccio che ci è consentito dall’esperienza maturata in trenta anni di attività e che fa oggi di ESA un laboratorio di ingegneria integrata che al proprio interno possiede tutte le specialità ingegneristiche coinvolte nel processo edilizio (strutture, impianti, antincendio, acustica, lighting, facciate, energetica, sostenibilità) oltre all’architettura tecnica che consente di definire il sistema tecnologico dell’organismo edilizio sintetizzando gli indirizzi delle discipline specialistiche.
Nel caso di Chiesi Gardens — un progetto che va oltre la rigenerazione urbana ponendosi obiettivi di costruzione e condivisione di cittadinanza in coerenza con la tradizione per cui civitas e urbs si contaminano — la sfida è ingegneristicamente molto complessa perché ci pone davanti a quesiti mai affrontati prima. La complessità non è data dalla difficoltà tecnica di un particolare argomento ma dalla somma degli obiettivi del programma applicati a un contesto articolato e diversificato.
La particolare complessità del sistema è frutto della somma degli obiettivi e delle condizioni al contorno che Chiesi ha scelto di applicare per rendere tangibili i propri valori.
L’ingegnerizzazione del progetto ha come obiettivi soluzioni che garantiscano i massimo confort, inteso come qualità della vita psicofisica all’Interno degli spazi, a chi abita il sito; la durabilità e l’affidabilità per un tempo più lungo di quello previsto per legge; la messa in opera nel rispetto del contesto; il massimo riutilizzo dell’esistente; la minor impronta di carbonio; la semplicità come capacità di scegliere pochi elementi che definiscano l’opera;
Tali requisiti si declinano in indirizzi molto sfidanti per le discipline ingegneristiche che devono procedere in modo coerente per includere tutti gli elementi integrandoli in unico sistema che raggiunga alla fine del processo l’essenzialità della semplicità.
Come ingegneri ci sentiamo chiamati da Chiesi a valutare tutte le soluzioni possibili, a non innamorarci di nessuna delle nostre idee, ad abbandonare il nostro punto di vista tecnico per aprirci alla molteplicità dei punti di vista, ad avventurarci in territori mai esplorati prima, ad abbracciare il confronto e ad accogliere costantemente nel processo elementi esterni capaci di introdurre punti di vista disruptive.
Quello che stiamo imparando giorno per giorno è lo stupore di scoprire che “SI PUÒ FARE”.
È stato così e lo sarà sicuramente nel futuro per moltissimi argomenti che il progetto Chiesi Gardens ci permette di approfondire in cerca di nuove soluzioni ma anche di condividere in un ottica di cultura collettiva. Tra i principali topic:
— Michela Goretti, Engineering Project Leader | ESA Engineering